Quanti di voi tornando a casa dopo una cena con amici si sono ritrovati la finestra della cucina riversa sul tavolo con il vetro frantumato in mille pezzi e disperso per casa?
Non vorrei ritornare sul discorso iniziato da Baricco in 'Novecento', ma quando un quadro si mette daccordo con il chiodo e cade, lo fa senza avvertirvi. Non che ci sia nulla di male ne' con il chiodo ne' con il quadro, semplicemente non stanno piu' bene insieme. E come con una coppia insieme da troppi anni, decidono un giorno di lasciarsi, senza lamentele ne' troppi problemi. Semplicemente si lasciano.
E il vetro cade.
Si rompe. Decide di spezzarsi in piu' pezzi possibili cosi' si possono spargere meglio per casa. In piu' siamo a febbraio alle 11:30 di un sabato sera. Unica alternativa sono buste di Bed Bath and Beyond con cui tappezzare la finestra, far finta di nulla e andare a letto, magari la notte porta consiglio e la coppia decide di riunificarsi.
Mattino dopo sveglia, breve riassunto mentale su quel che e' successo la sera prima (ma ero ubriaco?), realizzazione della verita', piccola indecisione sul da farsi.
Nulla contro Bed Bath and Beyond, chiaro, solo non mi piace come la scritta sulle buste contrasta con il resto della tappezzeria. La decisione deve venire, e in fretta, fra freddo, ancora in mutande, mi copro? Pulisco? Chiamo qualcuno?
Faccio il caffe'.
Nulla da fare, la finestra e' ancora rotta anche dopo un caffe'. Con l'animo da procrastinatore decido di andare a lavorare, tanto e' domenica e nessuno viene a riparare la finestra, poi non sembra che le buste diano un tocco un po' spartano alla casa anyway? Ma si', lasciamole li'. Dopotutto, domani e' un altro giorno.
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